Dal 3 all’8 maggio si è tenuta a Washington la riunione annuale dell’associazione americana degli ortodontisti, cioè dei dentisti che utilizzando gli apparecchi ripristinano l’estetica e la funzione dei denti.
Il congresso è stato un’opportunità di apprendimento e confronto con i colleghi nell’atmosfera vibrante della capitale.
Il Dr. Steven Dugoni ha aggiornato i colleghi sull’argomento del trattamento precoce delle seconde classi, cioè le malocclusioni in cui i denti superiori risultano sporgenti e la mandibola arretrata con un profilo sfuggente. L’esperienza del dott. Dugoni mostra come intervenire in anticipo quando sono ancora presenti i denti da latte ha un forte impatto sulla stabilità delle arcate. La fase di contenzione successiva al trattamento ortodontico, cioè il periodo nel quale tramite apparecchi di contenzione notturni si stabilizzano i risultati ottenuti dall’apparecchio precedente, è molto agevolata riducendo la durata di eventuali successivi trattamenti ortodontici.
Un altro contributo interessante è stato offerto dal dr. Zhou della Pensilvenia. Il dottore si occupa principalmente di malocclusioni scheletriche in cui oltre ai problemi di allenamento dentale vi sono sproporzioni tra le ossa dei mascellari che contengono i denti. Una malocclusione scheletrica affrontata è stato un caso di terza classe in cui la mandibola sopravanzava l’osso mascellare di qualche millimetro. Una piccola misura ma che in bocca porta i denti a chiudere in modo inverso. Per raggiungere i risultati funzionali ed estetici prefissati il dr. Zhou ha utilizzato l’apparecchio Invisalign supportato da miniviti ad ancoraggio scheletrico temporaneo.
Successivi interventi hanno toccato interessanti argomenti quali l’estetica facciale, i biomateriali, la ritenzione, l’espansione palatale, l’utilizzo degli elastici ortodontici …
In uno studio pubblicato nel 2017 (PMID: 28621563), i dottori giapponesi Fukushima-Nakayama e Ono hanno analizzato il rapporto tra la funzione masticatoria e la memoria contenuta nell’area del cervello detta Ippocampo.
I ricercatori considerano come la struttura dei denti, dei mascellari e dei muscoli masticatori sia collegata alla salute fisica, mentale e sociale.
Insieme ad altri autori ritengono che una funzione masticatoria fisiologica, al pari di altre attività motorie quali la corsa, influenzi positivamente lo sviluppo del sistema nervoso centrale durante la crescita. Parimenti si indica come nella terza età il venir meno della funzione masticatoria con la perdita degli elementi dentali possa risultare nel decadimento della funzione cognitiva.
I dottori Fukushima-Nakayama e Ono dimostrano come la compromissione della funzione masticatoria porti a cambiamenti morfologici dell’Ippocampo, sede delle memoria spaziale che aiuta ad orientarsi nella propria città, e della memoria a breve termine. A questo si accompagna una riduzione del numero dei neuroni, una ridotta attività neuronale e una ridotta produzione di ormoni neurotrofici.
I ricercatori giapponesi evidenziano ancora una volta l’importanza dell’ortodonzia e delle altre branche dell’odontoiatria per la promozione della salute orale, della funzione masticatoria, dell’occlusione, dell’allineamento delle arcate dentali e della prevenzione. Infatti lo sviluppo ed il mantenimento dei denti e della bocca contribuisce a sviluppare e mantenere il cervello.
