Direttamente da Atlanta, culla della “civiltà” trap, arriva la moda dei grills o per meglio scrivere nel gergo afro-americano “grillz”. Sono definiti come gioielleria per i denti e negli anni 80 compaiono nella scena rap newyorkese ma bisognerà aspettare il 2010 perché diventino conosciuti al grande pubblico. Dopo essere stati visti in bocca a Madonna, Rihanna e Beyonce ci si domanda se migliorino le performance vocali, ma poi si scopre che sono indossati anche da Sfera Ebbasta e ci si risponde da soli…
Chissà se tutti questi rapper poco raccomandabili sanno che il termine deriva dal latino “craticula” e che affondano le loro origini nella cultura messicana…
Ma veniamo alle problematiche ortodontiche:
i pazienti ortodontici in fase di contenzione presentano gli splint incollati sulle superfici interne dei denti anteriori. Gli splint sono fili metallici intrecciati che prevengono la recidiva ortodontica ma occorre fare attenzione a non romperli. In alcuni casi l’uso dei grillz porta alla rottura degli splint o alla loro deformazione portando malauguratamente a vanificare anni di trattamento ortodontico.
A questo va aggiunto che il settore anteriore dei denti è molto importante per la cinetica mandibolare, in termini tecnici, si parla di guida anteriore e guida canina. La variazione dello spessore dei denti anteriori, con l’aggiunta di un grill, può causare una retrusione della mandibola in massima intercuspidazione con dislocamento anteriore del disco articolare. Questi ornamenti da trapper possono cioè danneggiare le due articolazioni della bocca e, se prima scherzavamo riguardo al canto, si possono rivelare particolarmente pericolose proprio nei cantanti che necessitano di muovere fisiologicamente la bocca in tutte le sue estensioni.
Secondo l’American Dental Association nel giornale pubblicato in agosto 2006 le persone che indossano i grillz devono mettere particolare attenzione nell’uso del filo interdentale, dovrebbero indossarli poco e toglierli per mangiare. Inoltre prima di decidere di indossare un grill si dovrebbe contattare il proprio dentista per discuterne i pro e i contro.

La corsa è lo sport più bello del mondo specie per i newyorkesi. E’ il simbolo del benessere psicofisico e delle persone che cercano un cambiamento dopo un lungo periodo in compagnia di cattive abitudini. Purtroppo però si può incorrere in infortuni e sorprendentemente possono essere coinvolti anche i denti.
Secondo il Dr. Larson con attività nell’Idaho, corridore dilettante, il dolore dentale si può ricondurre alla malattia dal nome suggestivo di bruxomania.
Lui stesso, come molte persone che cercano di raggiungere una migliore forma fisica, ha scelto la corsa come attività di elezione per la salute cardiovascolare. Tuttavia questo esercizio può causare dolore e una delle possibilità, anche se non se ne sente spesso parlare, è che il dolore possa colpire i denti e i muscoli associati. Come il parente stretto bruxismo, la bruxomania è l’attività di digrignare i denti ma da svegli.
Di seguito alcune cause:
1) Fattori occlusali:
il caposcuola dr. Ramfjord formulò la teoria per la quale i precontatti occlusali stimolerebbero la genesi del bruxismo. Pertanto, in presenza di questa patologia, un trattamento ortodontico per ottimizzare i contatti e l’intercuspidazione delle arcate potrebbe risolvere il problema. Tuttavia in molti casi è inefficace e si preferisce ricorrere al bite gnatologico almeno per non consumare i denti.
2) Stile di corsa:
i denti serrati sono sintomo di una profonda concentrazione. La bruxomania si manifesta nello stato di semi coscienza del runner negli ultimi km di una maratona o prossimo alla vetta di un sentiero di montagna.
Nello stile di corsa tradizionale si atterra con il tallone causando un traumatismo che dalle ginocchia sale fino ai denti serrati aggravando gli effetti della bruxomania.
Nella corsa naturale invece l’atleta atterra con la punta del piede. Questa è la corsa dei bambini che sfrutta gli ammortizzatori naturali del corpo, tuttavia eseguirla da adulti non è facile. Ci sono fortunatamente molti allenatori desiderosi di insegnarla e molti libri da leggere. Per iniziare il primo consiglio è quello di provare a correre senza fare rumore, se si riesce ad essere silenziosi come un gatto probabilmente si starà correndo nello stile della natural run.
Altre cause possono agire negativamente sui denti.
Come ricorda il dr. Nigel Carter la corsa mantiene la mente e il corpo sani tuttavia ha un impatto negativo sulla salute orale apparentemente inspiegabile. Ad essere chiamata in causa questa volta è la respirazione orale dovuta all’aumento della richiesta di ossigeno. Questa asciugando la bocca non permette alla saliva di proteggere i denti, le bevande sportive zuccherate poi fanno il resto promuovendo la formazione di carie. Se questo si ripete su base giornaliera le probabilità aumentano. Il rimedio indicato è la fluoro-profilassi. Disponibile in collutori e dentifrici ancora una volta il fluoro protegge dalle situazioni più a rischio.

In inglese si chiamano bracketts e sono la parte più evidente dell’apparecchio ortodontico (in inglese braces). Gli attacchi vengono applicati ai denti dopo il condizionamento delle superfici e come collanti si usano resine fotopolimerizzabili.
Ma quali attacchi scegliere? Ci sono, in effetti, molte tipologie per accontentare tutti i gusti. Infatti, sempre più spesso, non solo gli adolescenti hanno bisogno dell’apparecchio ma anche molti adulti.
Gli attacchi ortodontici classici sono di aspetto grigio metallico e sono realizzati ad esempio in titanio. Poi ci sono quelli giallo oro e sono proprio fatti d’oro 18 carati. Molto più discreti gli attacchi bianchi in ceramica e per i più esigenti quelli trasparenti in zaffiro artificiale come il quadrante di alcuni orologi.
Una tipologia a parte sono gli attacchi auto-leganti, uno tra tutti l’attaco Damon del dr. Dwight Damon, grigio metallico o anche bianco. In questo caso non si usano le classiche legature colorate perché l’attacco ha già una legatura incorporata, come una piccola porta.
Ci sono anche gli attacchi linguali grigi metallici, ma tanto non si vedono, o d’oro. Come dice la parola stessa vengono applicati sulla superficie linguale dei denti per la gioia degli occhi ma meno della lingua.
Immancabili e disponibili principalmente per gli attacchi grigio metallico ci sono poi le legature colorate per un effetto grillz…
Si cambiano mensilmente e si può scegliere il colore fucsia in primavera, l’arancione per halloween e si possono scegliere anche più colori insieme per ricreare la bandiera di una squadra di calcio… Della serie che il miglior modo di nascondere è mostrare!

Le nuove tipologie di apparecchi formati da allineatori trasparenti quali Invisalign permettono di usare il filo interdentale agevolmente e senza scuse, così la domanda resta: si usa prima lo spazzolino o il filo?
Tutti i dentisti se lo sono sentiti chiedere e la risposta è sempre stata tentennante. Ma è nato prima l’uovo o la gallina?
Da luglio 2018 quattro volenterosi dentisti iraniani si sono messi d’impegno per dare una risposta scientifica.
I dottori Mazhari, Boskabady, Moeintaghavi e Habibi hanno reclutato i partecipanti tra gli studenti della loro università e gli hanno chiesto di non lavarsi i denti per due giorni in onore della scienza. Poi sono state provate le due sequenze: prima filo poi spazzolino e prima spazzolino poi filo. L’analisi statistica mostra che la sequenza migliore è quella di iniziare con il filo interdentale e poi passare allo spazzolino. E’ anche facile da ricordare dato che segue l’ordine alfabetico: prima la F di filo e poi la S di spazzolino.

L’apparecchio ortodontico fisso è composto di attacchi, cioè piastrine metalliche tante quanti i denti e incollate ai denti. Tutti gli attacchi sono legati ad un filo metallico. L’ortodonzia si basa sull’abilità manuale nel piegare questo filo detto anche arco data la forma base.
In pratica l’ortodontista modella un sottile filo e questo inserito in bocca modella la posizione dei denti. Da qui si sprigionano una serie di forze calibrate e sequenziali.
Per fare un paragone con lo snowboard diciamo che gli attacchi sono come gli attacchi della tavola, il filo come la tavola e il dente è lo snowboarder. Dente e attacco ortodontico vengono trasportati dal filo in posizione desiderata proprio come lo snowboard fa arrivare lo snowboarder a valle.
Ma chi ha inventato tutto questo?
L’apparecchio ortodontico moderno è stato inventato dal Dr. Angle di Pasadena e dal suo allievo Dr. Tweed di Tucson. Ciascuno ha ideato una pinza ortodontica che porta il suo nome e con queste due è possibile modellare in modo ottimale i fili ortodontici.
Tradizionalmente come Einstein sta all’intelligenza, Ercole ai muscoli e Mozart alla musica il miglior ortodontista di sempre nella fine arte di piegare i fili è considerato il dr. Robert Strang.
La passione per piegare i fili è condivisa dagli ortodontisti di tutto il mondo che amano anche sfidarsi in gare come la Hu-Friedy Annual Global Ortho Wire Bending Contest.
Nella sfida molto accesa ci si cimenta in due categorie, anche on-line, per vincere ambiti premi.
La prima categoria si chiama “Single Wire” e consiste nell’utilizzare un filo singolo per realizzare la propria composizione. In palio si possono vincere 1000 dollari se si riesce a battere una concorrenza che realizza orologi, scritte giapponesi, fiori minuziosi e tutto quanto si possa immaginare! Nella seconda categoria detta “Anything Goes” ci si sfida a colpi di automobile, scarpe, macchine fotografiche… si possono intrecciare quanti fili si vuole e il vincitore ha un premio doppio!
A volte sembra quasi una forma d’arte e a pensarci bene lo è basta pensare ai gioielli in filigrana dell’antico Egitto e attraverso ogni epoca e cultura l’abilità di intrecciare fili di tutti i materiali è proseguita fino agli artisti dei tempi moderni. Citiamone alcuni: Robin Wight con l’opera scultorea 1 O’clock Wish, Kendra Haste con Male Lion, Shi Jindian con la moto Blue CJ750, Edoardo Tresoldi con la Basilica di Siponto, Elizabeth Berrien con Three Graces e il sito www.wirelady.com, Sopheap con Seated Buddha in vimini rattan…
Chissà se tutti questi artisti sanno di avere un lavoro assicurato anche come ortodontisti!

L’ortodonzia veterinaria è una disciplina applicata da un ristretto numero di veterinari che hanno la missione di aiutare i migliori amici dell’uomo.
Come riferisce il dr. Donnell Hansen veterinario specialista in ortodonzia, il suo lavoro non è legato all’estetica ma a risolvere alterazioni incompatibili con un’esistenza accettabile. Un miglioramento dell’estetica sarà l’inevitabile conseguenza, quasi un effetto collaterale perché non è il fine ultimo.
Per fare un esempio il dr. Hansen riporta come in alcune malocclusioni i denti inferiori possono incidere il palato della bocca del cane. Nel migliore dei casi questo può causare un grande disagio, tuttavia se scavano a fondo possono causare gravi infezioni sinusoidali fino al decesso dell’animale.
Quali sono gli animali che maggiormente necessitano di cure ortodontiche?
Principalmente i cani e i gatti che da molti millenni convivono con gli uomini fino ad acquisirne le malattie. Comunque potenzialmente ogni animale può necessitare di cure ortodontiche e in ambulatorio saltuariamente arrivano delle scimmie.
Ma quali sono le situazioni che si possono presentare nei cani che arrivano in ambulatorio? Il dr. Hansen riferisce come si riscontrano casi di underbite, overjet aumentato, denti impattati, denti sovrannumerari… Sostanzialmente nei cani possono presentarsi tutte le malocclusioni che si presentano nell’uomo. Generalmente i padroni, o come preferisce chiamarli gli affidatari, portano gli animali in osservazione specialistica quando riscontrano una difficoltà nel mangiare e nelle attività di riporto.
Se poi un’occlusione traumatica causa ferite ogni volta che gli animali chiudono i denti o deglutiscono si genera una sofferenza continua che altera il carattere naturale della razza e dell’individuo, è come portare un cilicio medioevale per le espiazioni religiose.
Conosciamo l’ortodontia veterinario, chi è questa figura professionale?
L’ortodontista veterinario è una figura medica i cui pionieri cominciano ad esercitare negli anni ’80 negli USA sotto la spinta di principi etici. L’obiettivo è di offrire ai pazienti un’occlusione priva di dolore e funzionale, ma va sottolineato che questo non significa necessariamente un’occlusione perfetta.
Le malocclusioni nei cani si dividono in 4 classi le prime tre sono uguali a quelle che presentano gli uomini: classe I classe II classe III. La classe IV, specifica dei cani, si presenta quando una emi-mandibola è più lunga della maxilla mentre l’altra è più corta.
Va ricordato come l’occlusione dei cani è molto simile a quella umana, la principale differenza è che il canino inferiore del cane chiude all’esterno dell’arcata superiore.
Il dr. Hansen non si stanca mai di ripetere che avere cura dei denti degli animali domestici non fa loro solamente avere un migliore odore ma contribuisce ad una vita più lunga e in salute.

Anche se alcuni denti sono più difficili da lavare di altri, alcuni apparecchi ortodontici più intricati di altri e l’unione dei fattori può risultare una combinazione esplosiva è sempre possibile raggiungere una perfetta igiene orale.
La buona notizia è che se si raggiunge una perfetta igiene con l’apparecchio ortodontico in bocca, chissà come sarà una volta tolto! Questo vuol dire non avere più carie e problemi gengivali per il resto della vita!
Ma veniamo agli attrezzi del mestiere. Di seguito si riportano i migliori strumenti divisi per tutte le categorie per raggiungere una perfetta igiene con l’apparecchio fisso in bocca.
Non è detto che si debba disporre di tutto l’elenco ma neanche che ne basti uno solo per raggiungere il risultato.
Occorre assolutamente evitare di trovarsi dopo uno o più anni di trattamento ortodontico con denti allineati ma tutti bucati e anneriti dalle carie!
Dopo aver provato ogni sorta di prodotto con ogni tipo di apparecchio ortodontico vediamo la classifica:

Spazzolino manuale, da usare sopra e sotto gli attacchi con una inclinazione a 45° e con movimenti a cerchietto.
1) Curaprox CS smart, il migliore in commerci con 7’600 filamenti di 0.08 mm di diametro
2) Iodosan Tasso ottimo per la testina piccola e soprattutto per le setole naturali in pelo di tasso
3) Kent TB KB42 come si dice ultimo-ma-non-per-importanza direttamente dall’eccellenza dell’azienda inglese con setole di cinghiale

Scovolino, da usare sotto il filo ortodontico tra attacco e attacco
1) Scovolino TePe ISO 4
2) Elmex scovolino interdentale

Punte di silicone, da utilizzare per pulire il solco tra gengiva e dente
1) Gum stimulator
2) Spazzolino gum classic

Filo interdentale con guida passafilo
1) Oral B glide threader floss
2) Filo interdentale GUM ortho

Idropulsore: un filo interdentale d’acqua!
1) Waterpik WP-660 con testina specifica per paziente ortodontico Waterpik OD-100E (orthodontic tip)
2) Philips White Sonicare AirFloss Pro Electric Power Flosser
3) Panasonic EW1411W Cordless Oral Irrigator
4) Oral-B Oxyjet

Monociuffo, da utilizzare durante il trattamento ortodontico sulle superfici dentali tra l’attacco ortodontico e la gengiva
1) TePe Compact Tuft
2) Dentosan monociuffo

Collutorio
1) Dentosan collutorio trattamento quotidiano (ex Dentosan collutorio ortodontico 0.05 clorexidina 0.05 fluoro)
2) Collutorio GUM ortho
3) CB12 first class breath

Strumenti per la pulizia linguale
1) Orabrush Tongue Cleaner
2) TePe Tongue Cleaner
3) Puliscilingua GUM Halicontrol
4) Dr. Tung’s Tongue Cleaner Stainless Steel

Dentifricio per scovolini, per chi ama eccedere nell’igiene!
1) TePe Gel Gengivale con Clorexidina e Fluoro
2) Propolis zahn creme

Spazzolino elettrico: esegue moltissime ripetizioni ma non tutti i possibili movimenti dello spazzolino manuale.
1) Philips Sonicare DiamondClean
2) Oral-B Genius 9000 con Oral-B Ortho Replacement Brush Heads

Dentifricio: il caposaldo o forse no?
1) Dentosan dentifricio extrafluor
2) Dentifricio GUM ortho
3) Sensodyne repair

Medicazione delle afte, talvolta durante il trattamento ortodontico possono comparire delle piccole ma dolorose afte…
1) Gel GUM afta clear
2) Aftamed Scudo

Pastiglie igienizzanti per apparecchi mobili o per le parti mobili di apparecchi ortodontici fissi. Da utilizzarsi dopo aver lavato l’apparecchio con lo spazzolino.
1) gsk Polident bambini pulitore
2) Bonyplus Express

Nuove scoperte restituiscono nuovi dettagli sull’aspetto del dinosauro più temuto: il tirannosauro. Affettuosamente chiamato t-rex ha spaventato bambini e adulti di tutto il mondo nei libri di Michael Crichton e nel film di Steven Spielberg e sequels. Tuttavia dal film Jurassik Park del 1993 il genere Tyrannosaurus ha cambiato aspetto grazie alle ultime ricerche. Aveva delle labbra a coprire i denti che non facevano più bella mostra come nei coccodrilli. Testa e coda erano piumate o pelose e il muso tinto di rosso-arancione. Inoltre gli studiosi Tanke e Currie riferiscono tra i dinosauri teropodi, tra cui anche il t-rex, la presenza di malocclusioni dentali. Queste problematiche occlusali avevano come conseguenza anomale faccette di usura e fratture dentali. Un bel problema quando la vita del rettile-uccello dipendeva dalla salute della sua bocca…
Ma quanti denti avevano i dinosauri?
Nell’uomo ci sono due serie di denti, la prima (da latte) di 20 denti e la seconda (permanente) di 32. Il tutto per un totale di 52 denti. Nei dinosauri questo numero superava i 1000 con circa 60 denti nella bocca e decine di serie che cambiano in continuazione. Poteva erompere anche una nuova serie di denti ogni anno e consideriamo che il t-rex viveva 25 anni!
Chi aveva i denti più grandi?
Come è ovvio, il t-rex. Il dente più grande ritrovato misura 15 cm con altri 15 di radice!
Inoltre i denti dei dinosauri possono rivelare molte informazioni, non solo il tipo di dieta ma se ad esempio venivano mangiati robusti vegetali a terra oppure i teneri germogli degli alberi più alti. Infatti ogni dinosauro si inseriva in una nicchia ecologica e sui denti c’è traccia della sua vita inserita nell’ecosistema.

Facciamo un po’ di chiarezza tra le professioni che hanno in comune il cavo orale!
Leggete queste poche righe per avere chiare le distinzioni, i titoli di studio e le competenze.
Quante volte anche sui giornali si confondono i termini scambiando l’uno per l’altro, per non parlare dei percorsi formativi in continua evoluzione e adesso anche la possibilità di studiare in altri stati europei.
Procediamo con 6 professioni:

Chi è l’odontotecnico?
L’odontotecnico costruisce denti artificiali e ha seguito uno dei seguenti percorsi di studio:
1) Diploma di odontotecnico (5 anni) e ha iniziato a lavorare a 19 anni
2) Attestato di odontotecnico (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 17 anni

Chi è il dentista?
Il dentista cura i denti e ha seguito uno dei seguenti percorsi di studio:
1) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) e ha iniziato a lavorare a 25 anni
2) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) + specializzazione in odontostomatologia (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 28 anni
3) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) + specializzazione in chirurgia odontostomatologica (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 28 anni
4) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) + specializzazione in odontoiatria e protesi dentaria (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 28 anni
5) Laurea in odontoiatria (5 anni) e ha iniziato a lavorare a 24 anni
6) Laurea in odontoiatria (6 anni) e ha iniziato a lavorare a 25 anni

Chi è lo stomatologo?
Lo stomatologo cura la bocca e ha seguito uno dei seguenti percorsi di studio:
1) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) + specializzazione in odontostomatologia (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 28 anni
2) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) + specializzazione in chirurgia odontostomatologica (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 28 anni
3) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) + specializzazione in chirurgia maxillo-facciale (5 anni) e ha iniziato a lavorare a 30 anni

Chi è l’odontoiatra?
L’odontoiatra cura i denti e ha seguito uno dei seguenti percorsi di studio:
1) Laurea in odontoiatria (5 anni) e ha iniziato a lavorare a 24 anni
2) Laurea in odontoiatria (6 anni) e ha iniziato a lavorare a 25 anni

Chi è l’igienista dentale?
L’igienista igienizza i denti e ha seguito uno dei seguenti percorsi di studio:
1) Corso regionale di formazione (2 anni) e ha iniziato a lavorare a 21 anni
2) Laurea in igiene dentale (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 22 anni
3) Laurea in igiene dentale (3 anni) + Laurea Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Assistenziali (2 anni) e ha iniziato a lavorare a 24 anni

Chi è l’ortodontista?
L’ortodontista allinea i denti e ha seguito uno dei seguenti percorsi di studio:
1) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) e ha iniziato a lavorare a 25 anni
2) Laurea in medicina e chirurgia (6 anni) + specializzazione in ortognatodonzia (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 28 anni
3) Laurea in odontoiatria (5 anni) e ha iniziato a lavorare a 24 anni
4) Laurea in odontoiatria (6 anni) e ha iniziato a lavorare a 25 anni
5) Laurea in odontoiatria (5 anni) + specializzazione in ortognatodonzia (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 27 anni
6) Laurea in odontoiatria (6 anni) + specializzazione in ortognatodonzia (3 anni) e ha iniziato a lavorare a 28 anni

Dopo il film Bohemian Rhapsody diretto da Bryan Singer sul web si sono moltiplicate speculazioni riguardo la dentatura di Freddie Mercury.
Nel film a ricostruire i denti di Freddie per l’attore Rami Malek è stato Chris Lyons e il suo team di dentisti-costumisti. Chris negli anni ottanta è il fondatore dell’azienda Fangs FX, situata a metà strada tra Londra e Oxford. Qui si producono denti in resina da indossare per avere la bocca di un vampiro o qualsiasi altro ruolo sia richiesto nei film di Hollywood e di tutto il mondo.
E così ecco la richiesta di riprodurre i denti di una rockstar. Sembra che Freddie avesse un numero impressionante di denti che addirittura fuoriuscivano dalla bocca e che questo fosse il segreto della sua voce unica. Ma come era realmente la sua bocca?
Lo chiediamo al Dr. Zand dentista in pensione con attività ad Edwardes Square.
Il paziente Freddie Mercury nel tempo aveva perso 8 molari a causa delle carie: tutti i denti del giudizio e anche i secondi molari erano stati estratti. In bocca quindi gli rimanevano i sesti denti o primi molari in numero di 4, 8 premolari, 4 canini e 4 incisivi sopra e sorprendentemente 6 incisivi sotto. Quindi in totale aveva 26 denti anziché 32.
I denti superiori erano spinti in fuori dall’interposizione del labbro inferiore e questo gli causava anche la presenza di spazi tra i denti.
In bocca non c’era la presenza di due incisivi superiori aggiuntivi di forma appuntita come ipotizzato sul web. Se in tenera età erano presenti si era deciso di estrarli prima del successo musicale.
Dal punto di vista ortodontico Freddie aveva una prima classe scheletrica in cui l’osso mascellare superiore e la mandibola sono di pari lunghezza e una seconda classe dentale in cui i denti superiori sono inclinati in fuori e i denti inferiori sono inclinati in dietro.
Quindi il segreto della sua voce straordinaria non stava nei denti affetti da una comune malocclusione quale l’interposizione del labbro, va ricercata piuttosto nelle corde vocali e nelle vie di conduzione del suono. Anche se ci dispiace riconoscerlo sembra che dopo tutto i suoi denti fossero più umani del previsto. Un discorso a parte merita invece la mucosa della bocca di Farrokh (in arte Freddie) affetta da una lentigginosi mucosa detta sindrome di Hunziker.

La Formica – Studio Dentistico per l’infanzia
Treviso, via Municipio, 6 – tel. +39 0422 412 384
partita iva 0422240269

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